| Lo sport "è" divertimento: una lezione da non scordare mai. |
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di Marta Fovana Fonte mentalitasportiva.
Nella vita si incontrano persone speciali. Io ho la fortuna di averne incontrate e di incontrarne tante… Una di queste, durante una discussione, mi disse: “molti preparatori atletici (ma non solo, aggiungo io) non capiscono che per avere risultati prestativi di un certo livello non è sufficiente allenarsi; sarebbe troppo bello, esisterebbero un sacco di campioni!”. Così, nell'ottica "allenamento=rendimento", sottopongono gli atleti ad allenamenti massacranti sia per il fisico che per la mente. Il mio professore di filosofia del liceo, Franco Aragno, diceva una cosa simile, che suonava più o meno così: Madre Natura ha dato a tutti noi una valigetta contenente degli strumenti, per tutti diversi sia per tipo che per “potenza”; c’è chi è dotato per la matematica, chi per le lingue; c’è chi è sensibile, chi creativo, chi è portato per lo sport, chi per il ricamo… poi, concludeva dicendo che quando Madre Natura distribuiva la furbizia la nostra valigetta era già chiusa!
A certi livelli, la differenza non la fa l’allenamento, ma la dote. La citazione di Henri Frédéric Amiel ben rende il concetto: "Fare facilmente ciò che gli altri trovano difficile, è talento; fare ciò che è impossibile al talento, è genio". Tutto questo per dire che cosa? Ognuno di noi sa fino dove può arrivare e deve accettare il proprio limite. Nemmeno la più fervida immaginazione e la più limpida determinazione può andare contro natura. Se fare sport non è la vostra professione, sia che siate talentuosi, sia che siate “persone normali”, allora dovrà essere un divertimento, un momento in cui si stacca la spina, non deve assolutamente diventare un motivo di stress (mi pare che la vita offra già a sufficienza momenti stressanti senza doverne aggiungere altri con le nostre mani). Non ci si deve dimenticare che l’obiettivo principale della pratica sportiva a livello amatoriale deve essere quello di divertirsi e di rimanere (o migliorare) la propria salute. Senza il divertimento, inevitabilmente arriverà la frustrazione: "devo" allenarmi, "devo" stare attento nel mangiare, "devo" riposare, "devo", "devo" e ancora "devo". Con tutti questi “devo”, si arriverà a pensare “devo vincere” (ma potrebbe essere un semplice “devo dimagrire”)… ed invece no! Perché, come si diceva prima, dobbiamo fare i conti con la genetica e quindi non è detto che tutti i nostri sforzi vengano premiati come noi vogliamo. Così nasce una grande delusione: si sono fatti sacrifici (talvolta immensi) per che cosa? Gli istruttori che sono dotati di buon senso (e non in tutte le "valigette" è presente!) devono lottare contro questo fanatismo: importante in primis è la salute fisica e mentale degli allievi. Bisogna fare sport per stare bene, non per diventare malati. Iniziate a mettere in cantiere un sorriso, poi se otterrete anche tutti i risultati sperati, ben vengano! Non muovetevi per il dovere, ma semplicemente per il "piacere" di farlo. L’impegno e la serietà con la quale affrontate gli allenamenti non devono e non possono precludere il divertimento. Quindi… divertitevi! |